Musica

Edith Piaf, la vita come un romanzo

Edith Giovanna Gassion nasce a Parigi nel 1915 da genitori artisti di strada. La madre, di origini berbere e italiane, vive di stenti perciò la affida molto presto alle cure della nonna che se ne preoccupa poco, così il padre la prende con se’ nel suo girovagare nomade tra circhi e città diverse. Vivono in una roulotte, raminghi. Un giorno, la piccola Edith per racimolare un pò di soldi, improvvisa la Marsigliese per attirare il pubblico durante una questua. La voce intonata ma soprattutto squillante, venuta fuori da questo scricciolo di bambina sorprende piacevolmente i presenti e lei stessa che vede in quella dote vocale un mezzo di sostentamento.

A quattordici anni si esibisce per le strade come cantante e condivide una stanza in affitto con la sua amica/sorella Momone da cui non si separa mai; è la famiglia che non ha mai avuto. L’impresario Louis Leplée nota il suo talento precoce, individua subito un grande potenziale e decide di darle lezioni di canto. Finalmente Edith può perfezionare il formidabile strumento che la natura le ha messo a disposizione in una vita difficile. La sua pianista le insegna anche il portamento, a stare dritta e fiera sul palco. Le dice: “hai delle bellissime mani, usale!”

Esordisce nei cabarets parigini con il nome di Mom Piaf (passerotto) e attraverso il passaggio in radio, diventa celeberrima interprete della chanson française, il tipico melange musicale struggente e malinconico fatto di atmosfere arabo andaluse, tango, biguine e rondò. Durante la seconda guerra mondiale, Edith canta per i soldati tedeschi che occupano la Francia, in questo periodo conosce il bel mondo parigino: Jean Cocteau (che le dedica una sua opera: Le Bel Indifferént), Albert Camus, Charles Aznavour e si innamora di Yves Montand con il quale duetta al Moulin Rouge.

Sono gli anni dei trionfi discografici: Padam Padam, La vie en rose, Hymne à l’amour, C’est merveilleux. La sua voce è come velluto sulle note di orchestra.

Padam Padam

“Questo motivo mi tormenta giorno e notte
Questo motivo non è nato oggi
Proviene da molto lontano
Trascinato da mille musicisti
Un giorno questo motivo mi farà diventere pazza.”

La relazione con Montand dura poco, quindi parte per una tournée americana che la consacra regina del bel canto europeo. Diventa grande amica di Marlene Dietrich suscitando la gelosia di Momone. A New York incontra il suo grande amore, il più improbabile dei personaggi, Marcel Cerdan, un pugile già sposato con figli ma l’affetto tra i due è travolgente pur rimanendo segreto. Lui la fa ridere, è una persona semplice, senza tanti fronzoli ed è quello di cui Edith ha bisogno, avendo anch’essa umili origini.

Purtroppo il destino si rivela nuovamente avverso, strappandole il suo amato in un incidente aereo. Edith cade in una profonda depressione, abusa di alcol e droghe pesanti, in particolare della morfina, per placare i suoi dolori reumatici. Negli anni 50 sembra rimettersi in sesto, si sposa per la terza volta e trionfa all’Olympia, il nuovo Music Hall appena inaugurato nel cuore di Parigi. Detta la moda dell’epoca col suo taglio di capelli corto e gli abiti neri eleganti.

Edith Piaf e Jean Cocteau

Dalla sua ugola nascono altri capolavori come Milord e Je ne regrette rien, un inno alla voglia di vivere nonostante le avversità, testo composto da un soldato francese in licenza, suo grande ammiratore. L’introduzione dei fiati parte in crescendo come una marcia, poi la voce irrompe:

Je ne regrette rien

“No, non rimpiango niente
ne il bene che mi hanno fatto, nè il male
tutto questo non m’importa più

E’ pagato, spezzato, dimenticato
me ne frego del passato.
Coi miei ricordi ci accendo un fuoco.
Rimossi gli amori e i loro fremiti.
Riparto da zero.”

Donna forte di carattere ma fragile di costituzione, intraprende l’ennesima tournée, deleteria per la sua già precaria salute. Muore nel 1963 a soli 48 anni e si consacra leggenda tanto che una stella asteroide porta il suo nome. A lei sarebbe molto piaciuto poichè affermava:

“Quando canto non sono sulla Terra”

Nel 2007, il regista Olivier Dahan le dedica un film meraviglioso di grande successo, La Vie en Rose, vincitore di due premi Oscar, uno per il trucco, e il secondo per la migliore interpretazione femminile affidata alla deliziosa Marion Cotillard che si trasforma in Edith con religioso rigore, fino a rasentare la perfezione.

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