Arte

FOTOGRAFIA: I RITRATTI EVANESCENTI DI PAOLA TORNAMBE’

La realtà della vita è il movimento: l’immobilità non ci appartiene, siamo la somma dei movimenti che compiamo nel tempo, scolpiti nell’aria. Catturare questi movimenti è la mia ossessione fotografica.”

E’ la personale sintesi filosofica di Paola Tornambé, giovane fotografa romana, classe 1982, con all’attivo numerose mostre in gallerie prestigiose in Italia e all’estero, che la vedono finalista alla Biennale MArteLive 2019 con il progetto “Cammeo”, nonchè vincitrice del Premio Speciale Csf nello stesso ambito.

Buio Luce

Paola respira quest’arte fin da bambina in famiglia, quindi improvvisa una camera oscura domestica dove sperimenta le prime creazioni in bianco e nero. Dopo gli studi accademici, sviluppa un singolare metodo fotografico attraverso l’utilizzo di una Canon Eos 4000 D, si tratta della tecnica “a mosso” basata su lunghi tempi di esposizione uniti al movimento durante lo scatto: quello che viene sorprendentemente fuori è una fusione a più strati di immagini multiple a creare un ammaliante effetto pittorico caratterizzato da atmosfere oniriche sospese nell’universo sognante della protagonista. Invero, l’elemento peculiare di queste opere è il fatto che siano per la maggior parte autoritratti.

Fuori di se’

C’è un velato filo malinconico che unisce le foto insieme, dando vita ad un mondo in bilico tra visibile e invisibile.

“Sono nata a Roma ma ho origini sicule. Mi divido tra la capitale e l’isola dei miei natali. La mia terra è profondamente radicata nel personale processo creativo. La luce, le pose barocche, ma soprattutto la ricerca della bellezza nella sofferenza. Le donne siciliane si adornavano maggiormente proprio nei momenti più dolorosi della loro vita, io faccio lo stesso con le mie fotografie. Legata alle mie origini, c’è anche l’attrazione per atmosfere antiche, la vastità sospesa del mare, le presenze quasi spettrali, le anime. Mi piace citare una persona che stimo e che recentemente ha detto: – ‘In Sicilia, il passato è il presente’ – tutto rimane. Ho preso spunto da questa affermazione: spesso io divento un tutt’uno con gli spettri del mio passato. Concentro il tempo, il passato e il presente, in un’unica immagine che li riassume entrambi. Voglio dare un’immagine ai sogni, i turbamenti, le sensazioni improvvise e rivelatrici, le emozioni lievi e sfuggenti, le dimensioni profonde dell’anima inquieta, l’essenza della magia viva dell’interiorità, i ricordi sfumati in un accenno di luce.

Le pieghe dell’animo

Il movimento che compio davanti alla macchina fotografica lo considero parte integrante dell’opera stessa; il risultato finale diventa così anche arte performativa.” – Si può parlare dunque di fotografia introspettiva filo surrealista in cui predomina una componente psicologica legata ai tormenti interiori e alla ricerca di un’identità nel fluire delle cose.

Come lei ci confida, si riconosce l’influenza stilistica di Francesca Woodman nell’uso del bianco e e nero sfumato, il rapporto con lo spazio e il corpo e la scelta dell’autoscatto come identificazione del se’ più profondo. La maggiore fonte di ispirazione di Paola viene però da un altro fotografo, il contemporaneo russo Alexey Titarenko. – “Anni fa, mentre studiavo all’Accademia, mi imbattei per caso in una mostra dedicata a lui in una piccola galleria di Trastevere, a Roma. Fu amore a prima vista, un colpo di fulmine. Fui letteralmente folgorata dalle atmosfere sognanti di San Pietroburgo innevata, in cui si rincorrevano mani su mani, volti su volti…persone in moltitudine indefinita resa dalla tecnica del mosso. Era il senso di tutto ciò che stavo cercando.”

Frattura

Il lavoro di Paola Tornambè è pubblicato su Fotografia Moderna, Artonweb, Artisti del Mare, Bagzine, F-Stop Magazine, Shots Magazine, Art About Magazine, IoDonna. Il suo sito di riferimento è scorreiltempo.blogspot.com mentre in animadeiluoghi.blogspot.com, di cui è personale autrice, Paola presenta una carrellata di meravigliose foto paesaggistiche in giro per l’Europa, testimonianze preziose dei suoi viaggi.

Parti di invisibile – Mostro interiore
Buio Luce 2
Cammeo
Parti di invisibile – Noi

MOSTRE:

1963 Gallery, Londra, “Cluster Photography and Print”, 19 – 23 Febbraio 2020, Ugly Duck, Collettiva.

  • MuVi Roma “Odissea nell’Arte” VII edizione – Collettiva, gennaio 2019.
  • “Nel grembo, acqua”, Cefalù (Pa), Personale, luglio 2019.
  • Mayday, Potenza Picena, “Parti di Invisibile” 28 settembre – 4 ottobre 2019, a cura di Mauro Mazziero – Personale.
  • Cascina Farsetti Art CFS Adams, Palazzo Velli Expo, Roma, “Parti di Invisibile” 8 – 10 novembre 2019, a cura di Gabriele Agostini e Luisa Briganti – Personale.
  • Spazio Millepiani, Roma, “About Future” di Loosenart , 6 dicembre 2019 – 2 gennaio 2020 – Collettiva Internazionale
  • Tevere Art Gallery, Roma, “Il Mostro #14”, 7 – 11 dicembre 2019, a cura di Luciano Corvaglia – Collettiva.
  •  KromArt Gallery, Roma, “L’ombra”, 13 dicembre 2019 – 17 gennaio 2020, Roma, a cura di Gabriele Agostini e Luisa Briganti – Collettiva Internazionale.
Cammeo 2

Images under Copyright

Courtesy of Paola Tornambè

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